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Home > Scritti Pubblicati > Diserbanti Anas > Frisaia 113/114 - La storia di Perfè
Frisaia 113/114 - La storia di Perfè

In un paesino di montagna, tra l’Italia e la Svizzera francese, viveva un vecchietto sempre allegro e giocherellone. I bambini lo amavano e conoscevano  per nome: il signor Perfè.  Lui con i bimbi si trovava talmente bene che, pur di giocarci insieme, ne inventava di tutti i colori. Tutti nel paesino si chiedevano quale fosse il motivo della sua perenne allegria e, spinti dalla curiosità, si misero a spiarlo di nascosto. Un bel giorno infatti, alcuni paesani, guardando all’interno della sua abitazione, notarono dei particolari che li fecero riflettere. Il sig. Perfè nei momenti di pausa, seduto comodamente nel suo divano, trangugiava grandi quantità di cioccolatini. Le persone che lo scoprirono cominciarono a pensare che quello era forse il vero motivo, per cui il sig. Perfè fosse sempre cosi allegro e giocoso. Di sera nella piazza del paese non si parlava d’altro.  << Io ho capito perche il sig. Perfè è sempre così allegro>> - gridava la comare più pettegola del gruppo << mangia cioccolatini esilaranti>><< non è vero>> - urlava la sua comare di vicinato. << l’ho visto bere del sidro giallastro, secondo me è sempre ubriaco>>. La discussione andò avanti sino a notte fonda, finchè stanchi dal sonno, si ritirarono tutti nelle loro umili case.  Un signore che di cioccolata se n’è intendeva, sentendo tutto questo chiacchiericcio e incuriosito dal fatto, decise all’indomani d’approfondire la questione. Il giorno dopo si recò a casa del signor Perfè per soddisfare alcune sue curiosità. Era un venditore ambulante, che trafficava in giro per i paesi, commerciando mercanzia diversa, tra i quali anche dolciumi. Bussò alla porta, dietro la quale, non tardò ad affacciarsi un omino piccolo, gentile e dallo sguardo buono, quasi come i suoi cioccolatini.<< Buongiorno signore in cosa posso esserle utile>> - disse il signor Perfè, rivolgendosi a quell’uomo alto e distinto. << So che lei impasta cioccolatini molto buoni e sarei curioso d’assaggiarli >>. Il sig. Perfè, di rimando << va bene, se ritorna fra qualche giorno mi piacerebbe avere un suo parere su uno speciale cioccolatino di mia nuova invenzione>>.  Dopo una lunga chiacchierata, concordarono di ritrovarsi al più presto possibile. Perfè dopo quell’appuntamento, non voleva mancare alla parola “data”, anche perché questa nuova conoscenza lo stimolava ancora di più.   Cercava da qualche tempo una ricetta che strabiliasse tutti; questa volta sentiva che forse era arrivato il momento tanto agognato. Si tuffò anima e corpo alla ricerca degli ingredienti giusti e particolari, scovando un cacao che si trovava solamente in un paese sperduto dell’America meridionale: nell’Amazzonia peruviana. Nonostante la lontananza, Perfè non si scoraggiò, e dopo un po’ di tempo riuscì ad avere, tramite sue conoscenze, il cacao tanto desiderato. Una volta in possesso di questa materia prima importante, il nonnino si diede da fare a rimescolare il tutto con ingredienti genuini, che solo lui conosceva. Innanzi tutto le uova delle sue galline, alle quali voleva un gran bene, tanto bene da chiamarle per nome come fossero figlie. C’era Nerina, con le piume scure come la notte, e Bianchina, con le piume candide come la neve. La più bella del pollaio era Vanitosa, perche ricoperta di piume dai mille colori. C’èra Presuntuosa, che si vantava di fare le uova più grandi del pollaio. Erano tutte chiuse in un recinto, accanto al quale c’erano le caprette, le quali producevano un ottimo latte. Quattro caprette che gli fornivano un nettare di montagna raro e saporito. Perfè era anche un ottimo conoscitore delle piante aromatiche; la montagna in cui lui abitava, ne era piena. In paese erano in tanti a non capire come facesse questo vecchietto a sfornare tante leccornie, e non riuscivano a carpirne i segreti, dei quali lui era molto geloso. Dopo un lungo periodo si rifece vivo il commerciante che aveva conosciuto molto tempo prima, e al quale aveva dato un appuntamento. Questo signore si chiamava Fondent, che sembrava molto interessato e curioso, di conoscere la ricetta del nonnino. Era molto furbo, e dopo varie lusinghe e complimenti, riuscì a strappare i segreti della famosa ricetta  al povero vecchietto. Tornato a casa, il venditore furbo e cattivo, si mise a fabbricare cioccolatini destinati alla vendita. <<Questa ricetta eccezionale>> disse tra sé,<< mi farà diventare ricco>>. Passarono alcuni giorni, e nei grandi magazzini, esposti in enormi scaffali, comparvero i primi cioccolatini “Fondent”, che andarono a ruba.

Ogni fine mese, il sig. Perfè, scendeva dalla sua montagna per fare spese in città, in un supermarket del posto, conosciutissimo. Appena giunto all’ingresso del grande complesso, rimase stupefatto nel vedere un grande movimento di bambini festosi e allegri. Incuriosito, domandò ai clienti, intenti a fare compere, il perché di quel traffico.  Alcune persone non esitarono a indicargli degli scaffali poco lontani, circondati da una folla di ragazzini.  Di fronte a lui si presentò una vista variopinta e luccicante di variegate carte stagnole, che incartavano altrettanti cioccolatini. "Cioccolatini Fondent", c’èra scritto su ogni confezione, realizzati secondo le più “antiche ricette della nonna”. <<Questo nome non mi è nuovo>> disse tra se il sig. Perfè. Finito di far la spesa, spinto dalla sua proverbiale curiosità, decise di comprare anche lui quella scatola di leccornie. Arrivato a casa non vide l’ora di scoprire se quelle bontà tanto apprezzate, fossero pari alle  sue. Egli nel preparare i dolci ci metteva anima e corpo, niente gli sfuggiva, tutto doveva essere perfetto. Per questo non ebbe difficoltà a riconoscere la sua antica ricetta. Ecco chi era quel Fondent, che si firmava su tutte quelle scatole esposte sugli scaffali del super mercato.  Quel signore, apparentemente onesto, era riuscito, con la sua finta gentilezza, a rubargli il segreto della sua ricetta, della quale era stato fino a quel momento, sempre gelosissimo. <<Bene!>> disse << Il denaro non mi ha mai interessato, però dora in poi farò il possibile per guadagnarne tanto, perché ne possano beneficiare altri, invece che un truffatore come quel Fondent. Ci sono moltissimi bambini nel mondo, che non hanno di che vestirsi o sfamarsi. Le mie speciali pozioni, d’ora in poi, serviranno a raccogliere tanti soldini da donare ai poveri del mondo, oltre che a dare una lezione a un disonesto come Fondent>>. Cosciente che questa volta avrebbe dovuto superare se stesso, Perfè decise d’attivarsi immediatamente per trovare il meglio degli ingredienti necessari. Vagò così per i campi, per diversi giorni e perfino di notte, facendosi luce con la lampada a carbone. La sua testardaggine alla fine fu premiata, perché trovò le aromatiche che solo lui conosceva. Perfino le caprette, che sembravano d’aver capito l’importanza del compito, si sforzarono di dargli un  latte più denso e saporito del solito.  Le galline, con il loro canto, sembravano volessero comunicargli la loro solidarietà. Allo stesso tempo lo gratificarono sfornando delle uova così grandi e grasse, mai prodotte prima.  Una volta  in possesso di tutto l’occorrente, si mise a lavorare notte e giorno con scrupolo e pignoleria. << Troppo dolce, manca il latte, forse ancora un po’ di cacao?>> Diceva in cuor suo il nonnino tutto trafelato e impaziente della buona riuscita della sua ricetta.<<Devo trovare un ingrediente eccezionale che gli dia il tocco finale>>. Improvvisamente un lampo di genio si accese nella sua mente, facendogli ricordare l’esistenza di api che si nutrono di un polline particolare, che le porta a produrre un altrettanto particolare miele, quello del corbezzolo che si trova in Gallura, nel nord della Sardegna. Esse, all’interno delle loro celle, sfornano il famoso miele amaro; entusiasta dall’idea, si attivò per farselo mandare da un amico del posto. Dopo aver procurato tutti gli ingredienti necessari, un giorno finalmente, perfino i suoi animali sobbalzarono, sentendo un urlo di gioia, all’interno del laboratorio del loro padroncino. << Evviva finalmente ho trovato l’impasto che strabilierà tutti>>. Era nato " cioccottino Lemie", Un cioccolattino inimitabile, che avrebbe fatto impazzire grandi e bambini, per il gusto unico e particolare.  Si sa, per vendere il prodotto adesso occorreva una persona del mestiere, che lo aiutasse a distribuirlo su larga scala. Egli, che da sempre risiedeva in montagna, non conosceva nessuno in questo ambito. <<Fatti furbo Perfè>>, disse dentro di sé. Facendo finta di nulla, chiamò quel commesso viaggiatore, che di queste cose se ne intendeva. Questi convinto di poter rubare i segreti di altre ricette, non si fece  pregare due volte. Quando giunse a casa sua, il sig. Perfè, l’ho accolse con grande rispetto e gentilezza, mettendolo a proprio agio. Conversarono intorno a svariati argomenti: di dolciumi, stoffe, ma soprattutto di strategie per piazzare e vendere i prodotti. Nella lunga chiaccherata, il commerciante si sbilanciò inconsciamente, e menzionò anche il nome di un famoso intermediario che si chiama Cheor.   Immediatamente congedato l'ospite, Perfè si attivò per rintracciare l'illustre personaggio, che secondo Fondent, era l'unico in grado di lanciare sul mercato l'eccezionale leccornia. In effetti, in poco tempo, tutti gli scaffali dei grandi magazzini furono stracolmi di cioccolatini “ Lemie”. Che sconfitta per i cioccolatini Fondent! Non si riusciva più a venderne una scatola e a furia di rimanere abbandonati e invenduti negli scaffali, furono assaliti dalla muffa.storia perfe

Perfè ebbe la sua rivincita, anche se era triste, a causa della brutta fine di quei dolciumi, in fondo, erano anche loro sue creature.  I cioccolatini "Lemie" si rivelarono un autentica ghiottoneria, ormai diffusi in tutto il mondo, dando così modo, ad un umile e modesto uomo come lui, di guadagnare tantissimi soldi, che utilizzò per fare del bene alle persone bisognose. Perfè passo tutta la sua vecchiaia rispondendo alle lettere che gli arrivavano da gente di tutto il mondo, alla ricerca del suo consiglio.  Ora era ricchissimo e poteva esaudire il suo grande desiderio: aiutare i bambini bisognosi di tutto il pianeta.

 

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