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Di Nuovole e Granito

Tanti libri al Giornale:

 

Maria

Luisa

Bressani

Tanti libri al Giornale:

intelligenza tanta!

 

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Cronista per la GENTE in più di 30 anni.


12. INDICE   AUTORI

Giorgio Cavallini    - La magia della Letteratura - Il Giornale 4 aprile 2013

Sara Ciampi nell'Agenda Helicon - Il Giornale 16 febbraio 2012

 

 

 

Di nuvole e granito di Emy Pigureddu

La lirica “Sarda Tellus”, vincendo il Concorso Letterario “Le stagioni del cuore”, ha avuto come premio la pubblicazione del libro in versi Di nuvole e granito della sua autrice, Emy Pigureddu. La raccolta, edita da  Print Me (Taranto), è divisa in gruppi di dieci poesie per ciascuno dei quattro elementi: Acqua, Aria, Fuoco e Terra, metaforicamente intesi in corrispondenza alle stagioni. L’Acqua, il primo, s’identifica con l’autunno, movimento e trasformazione da cui scaturirà un raccolto; l’Aria, corrispondente alla primavera stagione di nuvole e sogni, ha in seno germogli di crescita... “Ognuna delle liriche è come un ‘biglietto obliterato’ alle stazioni della vita” ci spiega nella prefazione Virginia Murru, giornalista e scrittrice dell’Olgiastra. L’impeto dei versi è cadenzato da foto di Mario Piga, il marito (sito: PiccoloMondoAntico.info). Sono immagini marine di albe e tramonti infuocati, sono fiori di campo gialli e viola, sono farfalle, api e libellule viste attraverso la lente di un botanico,  sono rappresentazione di un mondo rurale sardo con vecchiette che filano con il fuso o la fiera donna in costume, tanto somigliante all’autrice. Il risultato è un libro originale, raffinato.

Per capire l’amore di Emy per la Sardegna alla lirica premiata si affianchino i versi: “Fiera... la mia gente che mangia orgoglio come pane quotidiano e dignità sofferta porta stretta nella mano”. Versi inseriti nella sezione “Fuoco” che indica azione, passione, rabbia, perché l’autrice come racconta nella lirica premiata fu portata a Genova a quattro anni. Piccola bimba, impaurita del cambiamento, si sentì sradicata. “L’esilio di città matrigna, ingoiato per diventare grande lascia in bocca il gusto dolce-amaro di mandorle schiacciate sotto il grande ulivo”.

Da Genova, dove aveva intrapreso gli studi classici, diplomandosi poi da segretaria d’azienda per occuparsi dell’industria paterna, ripartì nel ’91. In quel momento capì quanto la nostra città le fosse entrata in sangue. “Ora sei mia” è il titolo delle parole che le dedica: “Mia Genova, che hai cresciuto un po’ del mio cuore”.

Pigureddu, fin da ragazzina e per quarant’anni, ha coltivato la poesia, ottenendo importanti riconoscimenti, sempre incoraggiata dal marito anche nei momenti di secca creativa. A lui ha dedicato quest’opera matura e i versi: “Tramontana nei capelli, la domenica in riva al mare, una canzone nelle orecchie, per aver la tua ombra tre passi dietro di me”. Omaggio riconoscente a lui che ha saputo accompagnarla.

La forza del libro è in due fattori. L’impeto dei sentimenti, come in “Figlia che vai” o nel saluto al “Padre” che chiude la raccolta, paragonato, in modo non agiografico, al corvo appollaiato a sera controvento, su un filo. E il secondo fattore è l’armonia di colori e sensazioni profumate, fin dall’apertura con “Immagini” dove troviamo “la porpora delle foglie di ciliegio, il grano fragrante, il vento odoroso”.

I sentimenti racchiudono anche la tentazione di un amore che poteva essere ma la donna, pur conquistata, non ha voluto per non tradirsi. Mentre lui parte lo saluta con “Una rosa rossa”. Riguardano un amico sleale in “Randagio”: “A galla rimane un cuore di latta mentre randagio riprendi la via!” Sottolineano l’attimo di paura, l“Eterno secondo”, di fronte ad un capovolgimento inaspettato, la morte possibile, in cui “è leone il coraggio...ma graffia e fa male”.

La lirica più anticonformista, moderna, tra tutte  mi sembra “Un’altra donna” con poche righe  illuminanti di premessa: “Quando si ama una persona di lui si ama anche il suo passato dove sono presenti le orme di un’altra donna”. “Una donna speciale,- dice -, se ancor oggi all’interno della nostra famiglia, esistono tracce del bene che ha saputo lasciare”.  Conclude: “E nel silenzio di notti di luna quando insieme si muore di vita mi par quasi d’averla vissuta tutta la terra dei campi di grano di un’altra donna di vento e di sole”.

Un libro trascinante, da far scorrere dentro di sé.

                         Maria Luisa Bressani

 

Ho voluto proporre con Emy Pigureddu (nella scelta degli Autori per questa pagina) un'altra poetessa oltre a Sara Ciampi che è in predicato per il Nobel, ma i versi di Emy hanno davvero una gran forza e coinvolgono: la poesia è dono di pochi e come diceva Holderlin se Poesia e Filosofia sono due vette della conoscenza la Poesia sta delle due più in alto per una maggior capacità di verità e penetrazione nel mistero di noi e dell'universo.

Di Pigureddu ho scritto cosa mi è piaciuto ed in particolare mi sembra significativa la lirica prima riportata (con foto di fiori del marito Mario Piga) dedicata ad "Un'altra donna". Oggi assistiamo spesso nelle case, nelle famiglie allargate o in quelle funestate da un lutto precoce, all'inserirsi di un'altra figura femminile e al risorgere di quel conflitto che investiva due donne nella stessa casa e caratterizzava l'antico rappporto, ad es., di suocera/nuora.

Questa poesia, benché non mi azzardi ad ipotesi su chi sia "un'altra donna", invece presenta quell'apertura del cuore tipica di Emy Pigureddu, soprattutto dà il riconoscimento al bene che un'altra donna può aver fatto in una famiglia:  mi sembra una gran conquista di civiltà.


Copertina Di Nuovole e GranitoLa Mia GenteUnAltra DonnaSarda Tellus






 

 

 

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