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Flora - piante medicinali - L'ortica

 


Dai fusti essiccati fibre tessili naturali

L’ORTICA

Decotta doma insetti nocivi


Nome scientifico

URTICA DIOICA L.

Famiglia Urticaceae

NOMI IN SARDO

Ultigula, Ortiga, Urziau,
Pistidduri, Pustica, Pitiga, Puntriga.



ortica 2.NEF

<< Se si pensa che l’ortica è appezzabile industrialmente per le eccellenti fibre tessili che offre, non possiamo passare dinnanzi a loro guardandole con disdegno relegandole tra le erbacce, che madre natura avrebbe potuto fare a meno di regalarci>>.  Così scriveva l’esimio imprenditore automobilistico livornese, Giotto Bizzarrini nel 1945, indicando nei fusti essiccati dell’ortica, una pianta da sfruttare dal punto di vista tessile per la realizzazione di tessuti in fibra naturale e a basso impatto ambientale. Mentre le foglie dell’ortica spaventano da sempre l’uomo per le sue spine pungenti e fastidiose, causato dalla presenza dell’acido fenico tra i suoi peli, al contrario i bruchi di due lepidotteri, abbastanza comuni in Italia e nella nostra isola, si nutrono delle sue foglie per poi incrisalidarsi e “partorire” due tra le più belle farfalle italiane: la Vanessa dell’Ortica appunto, e la Vanessa Io. La storia dice che la pianta era conosciuta nell’antichità non solo come commestibile e tessile, ma anche in qualità di medicamento. Le foglie impastate col sale, infatti, aiutano a guarire le morsicature dei cani, la cancrena, le piaghe e le ulcere ribelli che non riescono a cicatrizzarsi. Tritate col loro succo e introdotte nelle narici bloccano le emorragie, il seme con il vino cotto smuove gli intestini. Dalle cime infuse nell’acqua, si ricavava un bel rosso- detto urticina, utilizzato in tintoria. In medicina le indicazioni terapeutiche sono innumerevoli e possono essere riassunte in azione tonica, antinfiammatoria e diuretica. Le foglie e le sommità fiorite, per la ricchezza dei minerali (calcio e siliceo) e clorofilla, è reputata un ottimo rimineralizzante, ricostituente e antianemico a qualsiasi età. La clorofilla possiede una formula chimica simile all’emoglobina, da cui differisce soltanto per la presenza dell’atomo di magnesio al posto di quello del ferro.  Riguardo all’azione della pianta a livello intestinale, oltre all’azione astringente, dovuto alla presenza di tannino, sarebbe utile anche a normalizzare la flora batterica.

ortica 3

Le forme reumatiche e la gotta traggono giovamento dalla terapia con gli estratti d’ortica in quanto, accanto alla nota azione diuretica, determinano una marcata eliminazione di Sali, in particolare urati. L’aumento della depurazione urinaria contribuisce alla diminuzione dell’uricemia, quindi della gotta e del colesterolo, quando elevati. Per l’attività depurativa si presta al trattamento delle eruzioni cutanee, in particolare delle dermatiti seborroiche. Interessante è l’uso esterno di questa pianta: in soluzione alcolica è impiegata per frizioni per lenire le infiammazioni tendinee, soprattutto quando si tratta di dolori artrosici di vecchia data, lombalgia, sciatalgia e tendiniti conseguenti a distorsioni. L a pianta fresca trova impiego come tonificante per il cuoio capelluto. Cura la seborrea e la caduta dei capelli. Anche nel campo urologico e nella cura delle infiammazioni della prostata agisce molto favorevolmente. Anche nella medicina popolare sono innumerevoli le attività attribuite alla “ultigula”. Attivazioni delle funzioni digestive, azione tonificante e ricostituente, depurativa e diuretica, antidiarroica, emostatica e astringente.

ortica 4In campo alimentare i germogli e le foglie, rappresentavano un’eccellente verdura da cucina, di facile digestione. Curiosa e originale era il trattamento per i dolori reumatici e in particolare quello della sciatalgia e lombalgia, chiamata dell’urticazione. Esso era attuato percuotendo la pelle nuda, con un mazzo di questa “gentile” pianta appena raccolta. Si consigliava di praticare, affinché fosse più efficace il trattamento, per due o tre giorni consecutivi, alternandoli ad altrettanti giorni di riposo, a causa della facile sensibilizzazione del corpo. Nel nuorese il nome dialettale della pianta “ Occiau” sottolinea espressamente il dolore che produce, soprattutto quella maschio, toccandola. Infatti, scomponendo il nome dialettale: occi (hai dolore!) a! Ha! ) u! Uh!), si capisce esplicitamente la fama circa il fastidio, per chi lo subisce, che essa procura. L’ortica comune, in Sardegna e diffusissima l’urtica atrovirens endemica della nostra isola, di colore scuro e presente soprattutto vicina agli ovili, è usata, una volta decotta, anche nella lotta biologica come fungicida e contro i parassiti delle piante.

 

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