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Flora - Piante medicinali - L'Iperico

 

 

Un antidepressivo naturale

IPERICO

Il fiore macerato cura le ferite e fa digerire


Nome scientifico
Hypericum perforatum

Nomi in sardo
Erba de Piricoccu, Pirinconi,
 Frore e Santa Maria

 

Hyipericum perforatum 3Nel mese di maggio e fino a giugno nelle radure più assolate, cresce la pianta dell’iperico che ai più appare insignificante e inutile, ma che invece rimane una delle piante medicinali d’altissima duttilità. Un parente più povero, appartenenti entrambi alla famiglia delle Hypericacea, della pianta tappezzante coltivata dell’Iperico calycinum, che rallegra in primavera i giardini, con i suoi grandissimi fiori gialli. Il suo nome secondo alcuni deriverebbe dal greco: uper=sopra e eicon=immagine, in quanto sui petali sarebbe ritratta un’immagine. Le foglie se guardate in controluce, poi,  appaiono disseminate da tanti piccolissimi punti, motivo per il quale gli venne attribuito il nome perforato. Gli antichi romani reputavano la pianta come rimedio vulnerario utiloe in caso di ferite, piaghe, ustioni ed internamente nella tisi, ulcerazioni dei reni e degli intestini. I medici la reputano valida nelle forme ansiose-depressive. Numerosi sono gli studi clinici e sperimentali che attestano l’attività antidepressiva dell’iperico e che hanno cercato d’indagarne il meccanismo d’azione. In pediatria è usato nel trattamento delle paure infantili, in virtù della sua azione ansiolitica.  Per quanto l’azione antivirale è stato segnalato che può tornare utile nel trattamento della stomatite vescicolare dell’influenza e dell’herpes simplex. Altrettanto utile è l’uso dell’olio d’iperico, ottenuto dalla macerazione dei fiori in olio d’oliva o di mandorle dolci, nella gastrite e nell’ulcera gastrica grazie alle proprietà lenitive e cicatrizzanti. Non sono rare le guarigioni da bruciature, tramite questo olio “miracoloso”, che alcuni amici hanno già collaudato sulla propria pelle.  Da questo punto di vista si rivela valido come protettore dai raggi solari, astringente per pelli arrossate e delicate, tonificante per pelli stanche. L’attività protettrice nei confronti dei raggi del sole sarebbe sostenuta da un lato dall’azione filtrante dell’olio essenziale,dall’altro dall’ipericina, che accelera il richiamo del pigmento melanico, e quindi l’abbronzatura, mentre l’iperina agisce da vasoprotettore  diminuendo i rischi di eritema solare. Nella medicina popolare lo si considerava come capace di alleviare i disturbi più disparati quali: di carattere nervoso,traumatico, intossicazioni. 

Spesso alle piante ad azione balsamica, cosi come all’iperico, vengono attribuite poteri sui fantasmi ed altre manifestazioni diaboliche. Da qui il nome popolare cacciadiavoli. A Tonara alla pianta veniva attribuito presagio funebre: raccolto al mattino della festa di S. Giovanni Battista prima dello spuntare del sole, se ne appendeva in casa tanti rametti quante le persone della famiglia,attribuendo loro l’identificazione di ciascuna persona: la il cui rametto si sarebbe seccato per primo sarebbe stata la prima a morire, e cosi le altre in ordine al disseccamento del rametto.

In Sardegna, veniva usato nella cura dei disturbi femminili, da cui il nome in campidanese di erba di pirikokku ( pirikokku=natura della donna).

 

 

Hyipericum perforatum  2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

Volucella su Hyipericum perforatum  1

Im gallura e nel resto della Sardegna si preparano con la pianta liquori aromatici-digestivi. Da recenti ricerche effettuate per individuare le specie officinali endemiche della Sardegna da poter utilizzare per ottenere produzioni “tipiche” e di nicchia è emersa la segnalazione riguardante la soluzione dell’olio d’iperico impiegando olio d’oliva sardo, utile a valorizzare sia la pianta che il nostro olio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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