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Lepidotteri Macroglossum stellatarum

 

Macroglossum stellatarum

Il giro all’imbrunire lungo le nostre spiagge, riserva delle sorprese affascinanti, se si ha la pazienza di appostarsi ed aspettare. Dopo un po’ non tarderanno a farsi vive due farfalle notturne dal volo continuo, tanto da essere paragonate al Colibrì, per il loro particolare modo di muovere le ali e di suggere il nettare dei fiori. Dopo qualche momento come d’incanto, in mezzo alle corolle profumate del “Pancratium maritimum” o Giglio marino, appariranno due farfalle dal volo oscillante e altalenante allo stesso tempo. Molto grande e più facile da notare la sua parente, Sfinge del Convolvolo, meno appariscente e più piccola la cuginetta cosiddetta “ Sfinge del gallio “soprannome” preso dalla pianta madre, dove la femmina ama principalmente depositare le sue uova. Per i Macroglossum rimangono comunque diverse le piante, dove si posano per gustare il prezioso nettare tramite la loro lunghissima spirotromba. I calici profondi della lavanda, dei Gigli o le infiorescenze della Lantana, sono un habitat frequentatissimo e abituale. Le larve invece si nutrono delle foglie del Gallio o della Robbia, raramente sono state osservate sulla valeriana o stellaria. Gli adulti sfarfallano almeno due volte l’anno in particolare nelle regioni a clima caldo, come nella nostra Isola. Per questo motivo durante l’inverno, non è raro durante le belle giornate vederli ogni tanto ricomparire come d’incanto, per nutrirsi del nettare rimasto. Uno approfondimento particolare merita il metodo di ripresa, poiché il continuo sbattere delle ali e gli spostamenti repentini da fiore in fiore, comportano molta pazienza e perseveranza. Occorrerà armarsi anche di macchine da ripresa ed obbiettivi macro, adatte per questo tipo di caccia fotografica, ricordando la necessità di poter fermare l’immagine e contemporaneamente poter ricavare una profondità di campo spinta, raggiungibile unicamente con delle luci artificiali tramite flash, visto l’ora tarda.

 

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