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Home > Classificazione Insetti > Eterometaboli > Gryllotalpa gryllotalpa L.
Gryllotalpa gryllotalpa L.

Gryllotalpa gryllotalpa L.


Ordine: Ortotteri
Sottordine: Ensiferi
Famiglia: Grillotalpidi
Genere: Gryllotalpa
Specie: G. gryllotalpa L.

 

Si tratta di un ortottero che conduce prevalentemente vita sotterranea.La natura gli ha donato, strumenti visivi e di movimento, utili a convivere negli anfratti sotterranei. Tramite le zampe anteriori, infatti, trasformate in modo che funzionino come organi di scavo,il grillo si muove svuotando davanti a se continue gallerie, senza difficoltà.Dotazioni indispensabili che questi insetti utilizzano, oltre che ad aprire corridoi nuovi, soprattutto a scoprire e afferrare radici sotterranee, bulbi e tuberi dei quali si nutrono. Essi scavano profonde e lunghe gallerie, dove trovano larve e uova d’insetti, oltre a lombrichi di ogni natura, che non disdegnano d’aggiungere al loro quotidiano nutrimento. Un Ensifero molto dannoso per le colture orticole, poiché ama terreni molto fertili e umidi. Difficile rintracciarli poiché fanno vita prevalentemente notturna, rare le volte che appaiono in giornate piovose e piene di nuvole. In primavera i maschi, spinti dall’attrazione per le femmine, si affacciano all’imbocco delle loro tane, mettendo in moto il loro apparato stridulare, per richiamarne l’attenzione. Un suono tenue a differenza dei suoi più famosi cugini grilli campestri, sufficiente comunque per farsi sentire dall’amata. Avvenute le nozze, le femmine abbandonano le loro gallerie originali, per costruirne di nuove dove giaceranno per la gestazione. Una camera elicoidale di circa quattro centimetri, scavata in precedenza intorno alla quale ne sono costruite altre per dare sfogo a eventuali allagamenti, durante le piogge. In seguito una secrezione liquida prodotta dalle parti labiali, è utilizzata per creare un impasto a guisa d’intonaco, per evitare crolli delle pareti intorno. Una camera sicura a una profondità di venti centimetri, dove le femmine depongono da due a trecento uova dalla forma ellissoidale, in attesa della schiusa che in genere avviene dopo una ventina di giorni. Dopo di che occorreranno due mute invernali e tre in quello seguente. Per raggiungere la maturità completa. Nella primavera del secondo anno alfine, potranno dare vita ai discendenti. I peggiori nemici di questo dannosissimo ortottero oltre ai pesticidi, è l’insetto della famiglia degli sfecidi “Larra anathema”, un parassita che inocula le sue uova nel corpo della malcapitata, dentro il quale nascono le larve e si nutrono fino al compimento del ciclo.




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